Unità cinofile: come lavorano insieme i cani anti-droga e gli agenti della Polizia locale

Alice con Fado, Quirino con Rodos, Antonella con Xeno:sono le tre nuove unità cinofile in forza rispettivamente ai corpi della Polizia locale di Milano, Bergamo e Peschiera Borromeo. Sono in grado di cercare sostanze stupefacenti, individuandole in occultamenti apparentemente impossibili da svelare, dentro uno pneumatico o in una confezione termo sigillata.

I CANI PER LE INDAGINI - Sono i quattrozampe in dotazione alla Polizia locale, cani da pastore tedesco il cui olfatto, una volta addestrati, risulta insostituibile alle attività di indagine. «Anche i nasi elettronici di ultima generazione non sono in grado di dare gli stessi risultati di selettività e localizzazione», conferma Daniele Mazzini, l’istruttore che dal 2002, presso il Centro cinofilo della Polizia Locale di Milano, dove sono attive 8 unità cinofile, ha formato l’intero nucleo di Brescia, i cinofili di Terno d’Isola e Consorzio dei Colli, l’unità cinofila di Peschiera Borromeo e, a breve, quelli di Vigevano.

LE UNITA’ CINOFILE - Da sei mesi a due anni è il tempo necessario per la formazione di un’unità, in base alle esigenze di specialità: da polizia (sicurezza, ordine pubblico, ricerca persone) e da ricerca stupefacenti. Dura la selezione di uomini e cani: al poliziotto si richiede tenacia, prestanza fisica ed equilibrio.«Da escludere quei soggetti che evidenziano un bisogno puramente emozionale del pet- aggiunge Mazzini -. Apprezzata, invece, una genuina volontà di dedicarsi ad un’attività con un ‘collega’ diverso dal solito,che richiede attenzione ed empatia ‘sovrumana’. Il cane, invece, deve essere sano, curioso, socievole, con alta tempra e spiccato senso di collaborazione con l’uomo». Per questi cani la parola ‘lavoro’ si declina in ‘divertimento, collaborazione, empatia, socialità e affetto’.

L’ESPERTO - «Nel collaborare con l’uomo per aiutarlo a risolvere i problemi degli uomini questo animale non chiede altro che ricevere le sue ‘giuste’ attenzioni». Già nella Germania del’800 alcune stazioni di polizia usavano i cani come validi ausiliari. L’unità cinofila di Peschiera Borromeo è la prima operativa in provincia. Martedì il battesimo dal comandante Giuliano Semeraro con il sindaco Antonio Falletta che ha spiegato: «Vogliamo dare un preciso segnale. La nostra polizia locale è fortemente impegnata sul fronte del controllo dello spaccio». Pochi giorni di attività e Xeno è già riuscito a individuare dosi di cocaina ed eroina.

Le unità cinofile per scopi di polizia ultimamente sono molto richieste dalle piccole e grandi realtà locali, «è tuttavia necessario ricordare – afferma Mazzini – che poliziotto e cane poliziotto in un piccolo centro urbano devono, per poter continuare ad esistere, svolgere il lavoro per cui sono stati addestrati e non passeggiare per le strade con l’unico scopo di compiacere l’elettore».